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“Contrastare le manifestazioni di antisemitismo, incluso l’antisionismo“. Con il ddl 1627 il senatore Maurizio Gasparri, oggi capogruppo di Forza Italia al Senato, propone una stretta contro i “pregiudizi antisemiti ancora troppo diffusi” riemersi dopo gli eventi del 7 ottobre 2023 ma che già da prima erano “presenti in tutta Europa”. Oggi, secondo il disegno di legge, questi fenomeni “si sono estesi e propagati sotto la veste di antisionismo, dell’odio contro lo Stato ebraico e del suo diritto a esistere e difendersi”. Per questo Gasparri propone al Governo una divulgazione della cultura ebraica e sionista nelle scuole, la segnalazione di episodi di antisemitismo e sanzioni da adottare.

La “definizione operativa” di antisemitismo

Il testo del disegno di legge Disposizioni per il contrasto all’antisemitismo e per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo è stato presentato da Maurizio Gasparri alla presidenza del Senato il 6 agosto 2025. Come recita la denominazione del progetto, si parla di “definizione operativa” di antisemitismo. Il testo, infatti, parte con un riferimento all’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), ovvero all’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto. Il 26 maggio 2016 l’IHRA, appunto, ha decretato la definizione di antisemitismo:

L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio per gli ebrei. Manifestazioni di antisemitismo verbali e fisiche sono dirette verso gli ebrei o i non ebrei e/o alle loro proprietà, verso istituzioni comunitarie ebraiche ed edifici utilizzati per il culto.

Tra gli esempi, la definizione operativa riportava:

Le manifestazioni possono avere come obiettivo lo Stato di Israele perché concepito come una collettività ebraica.

Il 1° giugno 2017 il Parlamento Europeo, nella risoluzione Lotta contro l’antisemitismo, ha invitato “gli Stati membri e le istituzioni ed agenzie dell’Unione europea ad adottare e applicare la definizione operativa di antisemitismo utilizzata dall’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (IHRA)”. L’Italia ha adottato questa misura il 17 gennaio 2020. Arriviamo, quindi, al 2025.

Il ddl proposto da Maurizio Gasparri

Il ddl Disposizioni per il contrasto all’antisemitismo e per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo parte proprio da questi presupposti. Presentato alla presidenza del Senato il 6 agosto e – mentre scriviamo – in corso di esame, il progetto di Gasparri mira alla prevenzione, segnalazione e sanzione di tutti quei fenomeni che secondo il testo dell’IHRA vengono individuati come atti di antisemitismo. Per contrastare tale fenomeno Gasparri propone, in 4 articoli, varie tipologie di intervento.

L’articolo 2: “Iniziative di formazione”

Se l’articolo 1 riepiloga quanto indicato dall’IHRA, l’articolo 2 (Iniziative di formazione) prevede che i “Ministeri della Difesa, della Giustizia, dell’Interno, dell’Istruzione e del Merito e dell’Università e della Ricerca” promuovano “corsi di formazione iniziale e progetti di formazione continua” dello “studio della cultura ebraica e israeliana” nonché una “analisi di casi di antisemitismo”.

A ciò dovranno partecipare corpi militari, magistrati, forze di polizia ma anche “docenti delle scuole di ogni ordine e grado”, comprese le personalità accademiche. Propone, inoltre, corsi di formazione annuali per studenti “al fine di favorire il dialogo tra generazioni”.

L’articolo 3: “Prevenzione e segnalazione di atti razzisti o antisemiti” e relative sanzioni

Il comma 2 dell’articolo 3, definito integralmente Prevenzione e segnalazione di atti razzisti o antisemiti in ambito scolastico e universitario e relative sanzioni, dispone provvedimenti disciplinari nei confronti del personale scolastico e nei confronti di docenti e ricercatori delle università. Nel primo caso (relativo al personale scolastico) si applica l’art 492 del dl 297 del 16 aprile 1994:

Al personale predetto, nel caso di violazione dei propri doveri, possono essere inflitte le seguenti sanzioni disciplinari:

a) la censura;
b) la sospensione dall’insegnamento o dall’ufficio fino a un mese;
c) la sospensione dall’insegnamento o dall’ufficio da oltre un mese a sei mesi;
d) la sospensione dall’insegnamento o dall’ufficio per un periodo di sei mesi e l’utilizzazione, trascorso il tempo di sospensione, per lo svolgimento di compiti diversi da quelli inerenti alla funzione docente o direttiva;
e) la destituzione.

Nel secondo caso (relativo a docenti e ricercatori delle università) ci si rimette all’eventuale provvedimento al Collegio Disciplinare o al Rettore dell’università, secondo il dl 297 del 30 dicembre 2010, articolo 10.

L’articolo 4: le modifiche al codice penale

L’articolo 4, infine, propone la modifica al codice penale e disposizioni in materia di giustizia riparativa. Nello specifico Maurizio Gasparri intende modificare l’art. 604-bis del codice penale Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa con pene variabili da sei mesi a quattro anni di reclusione per i reati di cui la denominazione. Nello stesso articolo (604-bis, ribadiamo) si riporta, inoltre:

Si applica la pena della reclusione da due a sei anni se la propaganda ovvero l’istigazione e l’incitamento, commessi in modo che derivi concreto pericolo di diffusione, si fondano in tutto o in parte sulla negazione, sulla minimizzazione in modo grave o sull’apologia della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale.

All’art. 604-bis Gasparri propone l’aggiunta di commi da estendersi alla “propaganda, l’istigazione o l’incitamento” fondati in tutto o in parte “sull’ostilità, sull’avversione, sulla denigrazione” nei confronti degli ebrei, dei “loro beni e pertinenze” e si riferisce alla già citata negazione della Shoah e del “diritto all’esistenza dello Stato di Israele“.

Le reazioni

Del disegno di legge di Maurizio Gasparri si parla tanto dal 6 ottobre, ovvero da quando su Domani è uscito un approfondimento firmato da Simone Alliva, ma il passaparola ha trovato accelerazione con la ricorrenza del 7 ottobre, secondo anniversario dell’Operazione Diluvio al-Aqsa che nel 2023 vide la milizia armata di Hamas attaccare Israele nei suoi kibbutz al confine con la Striscia di Gaza.

Puntuale è la risposta del sindacato USB, che in un comunicato ha scritto:

Il governo Meloni vuole mettere il bavaglio alle scuole e punire chi dissente, in perfetta linea con la peggiore tradizione fascista, usando lo spauracchio dell’antisemitismo, un’ideologia che non appartiene per nulla alla scuola italiana, ma al massimo ai partiti di Governo.

E da tempo, in effetti, Maurizio Gasparri porta avanti un messaggio che è proprio della linea politica del centrodestra con ripetuti attacchi ad attivisti, ai manifestanti scesi in piazza nelle ultime settimane per fare pressione al Governo e agli stessi volontari della Global Sumud Flotilla. In una recente intervista rilasciata per Quotidiano Nazionale ha detto che molti manifestanti “non sanno nulla di storia, della nascita dello stato di Israele. E l’ignoranza favorisce la violenza. Parlano di Gaza, ma non conoscono la situazione“.

Ha, inoltre, liquidato l’imbrattamento della statua di Giovanni Paolo II a Roma come “le conseguenze delle iniziative e del linguaggio di Landini e capetti vari della sinistra“.

Fonti

  • La definizione di antisemitismo dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (2016). International Holocaust Remembrance.
  • Lotta contro l’antisemitismo (2017). Parlamento Europeo.
  • S. Alliva (2025). Arriva il ddl anti pro Pal: vietato criticare il governo di Netanyahu nelle scuole e nelle università. Domani.
  • Nazionale (2025). Senza alcun ritegno: equiparare antisionismo ed antisemitismo, l’ultimo tentativo di autogol di un governo incattivito e scomposto. Scuola.USB.it.
  • Disposizioni per il contrasto all’antisemitismo e per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo (2025). Ddl 1627, senato.it.
  • L. Bolognini (2025). Gasparri: “La statua di Papa Wojtyla imbrattata dai pro Pal? La colpa è di Landini. L’ignoranza genera violenza”. Quotidiano Nazionale.

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