Quando non hai la fonte, sii la fonte. Non l’abbiamo con Il Tempo, che come Il Giornale, Libero Quotidiano, La Verità e le testate “di sinistra” Repubblica, Corriere della Sera e altri nomi altisonanti ha orientato la cronaca delle manifestazioni del 22 settembre esclusivamente sui tafferugli di Milano, eventi che hanno decisamente fatto ombra sulle reali motivazioni che hanno portato centinaia di migliaia di italiane e italiani in piazza per i motivi che tutti dovremmo conoscere.
L’abbiamo, piuttosto, con lo stato dell’informazione dinanzi a un evidente disastro umanitario. Paese compiacente, l’Italia, che pur di non perdere il privilegio di un’alleanza i cui vantaggi sono tutt’altro che chiari si adagia sulla disinformazione e l’attacco frontale contro le missioni umanitarie.
E la disinformazione, lo sappiamo, è quella semplificazione necessaria al proprio bias di conferma, una verità altra che non si erge a strumento rivoluzionario, al contrario: è una verità propria, necessaria non a cambiare lo stato delle cose ma a congelarlo dietro slogan passivo-aggressivi, dietro ciliegie buone pescate tra quelle dall’aspetto meno invitante. In una parola: propaganda, l’utensile sempre efficace per chi considera il passo indietro una debolezza, una mossa da perdenti.
Di fronte a un disastro umanitario, dicevamo, pur di negarlo si preferisce demolire chi lo combatte. E quando non ci sono elementi sufficienti arrivano i presunti documenti ufficiali che legittimano il proprio bias di conferma. A partire da una certa stampa, portavoce fintamente inconsapevole di tutto ciò che abbiamo scritto finora, che parla di un improbabile legame tra Hamas e la Global Sumud Flotilla.
Hamas e Global Sumud Flotilla, breve definizione
Partiamo dai termini usati, che possono essere utili a chi legge. Hamas, in italiano Movimento della resistenza islamica, è un’organizzazione politico-militare palestinese che dal 2007 amministra la Striscia di Gaza. Alcuni Paesi – tra cui Stati Uniti, diversi Stati dell’Unione Europea e Israele – considerano Hamas un’organizzazione terroristica, altri si riferiscono solamente alle Brigate Ezzedin al-Qassam, che sono il braccio armato di Hamas.
La Global Sumud Flotilla (GSF) è un’imponente iniziativa umanitaria nata nel 2025 con la convergenza di diverse organizzazioni attiviste da tutto il mondo con lo scopo di rompere il blocco militare imposto da Israele sulla Striscia di Gaza e trasportare viveri e medicinali al popolo palestinese decimato dal genocidio in corso. Si tratta, dunque, di un’iniziativa civile.
La Flotilla affiliata ad Hamas? Il primo documento
In Italia le prime notizie sui legami tra Hamas e la GSF sono arrivate il 12 settembre 2025 quando Il Tempo ha pubblicato un articolo con riferimenti a un documento “redatto dal ministero della Diaspora israeliano” che dimostrerebbe che “l’iniziativa spacciata per grande operazione umanitaria” avrebbe “un fil rouge con personaggi ritenuti vicini ad Hamas, e non solo”.
Quindi: l’iniziativa Global Sumud Flotilla sarebbe legata ad Hamas e altre organizzazioni filo-islamiche (palestinesi, dunque) che addirittura avrebbero finanziato l’operazione. Nel rapporto – pubblicato poi sul sito istituzionale del Ministero per gli Affari Esteri israeliano il 30 settembre – vengono indicati i nomi di cinque attivisti legati alla Flotilla. Uno di questi è Yahia Sarri, attivo nella Fratellanza Musulmana già con la frangente algerina della Global March to Gaza nel noto Convoglio Sumud di giugno 2025.
Flotilla, quali sono gli effetti reali dell’operazione umanitaria?
Nel rapporto, a proposito di Sarri, si fa riferimento a “un post non ufficiale pubblicato su Facebook” (!) in cui è riportato un legame con Abu Keshk della Conferenza popolare per i palestinesi all’estero (PCPA). Secondo il documento la Fratellanza Musulmana avrebbe legami con Hamas e con movimenti di orientamento Daesh. L’Isis, per intenderci. In poche parole si parla di terrorismo islamico dietro la GSF. Falso, dato che chi conosce la Storia ha presente che più volte Isis e Hamas hanno sottolineato le rispettive distanze e mai hanno portato avanti operazioni congiunte. Di più: dal 2017 Hamas ha preso le distanze dai Fratelli Musulmani, dichiarandolo nel nuovo statuto. Quindi: se Fratellanza Musulmana e Hamas hanno interrotto i rapporti nel 2017 (8 anni prima della GSF) e se Hamas e Isis non hanno mai operato insieme, in quale modo la Flotilla e Hamas avrebbero un legame? Dove sono le prove?
Lo stesso discorso viene fatto per gli altri quattro attivisti citati nel documento diffuso da Israele: a vario titolo vengono associati ad Hamas. In un caso (Khaled Safi, giornalista) leggiamo che “anche se non risulta affiliato ad Hamas” (!) a esso viene associato per aver lavorato nei media di proprietà di Hamas. Vero, ma un po’ poco. Negli altri tre casi, gli attivisti sono “colpevoli” e di aver partecipato a manifestazioni pro-Gaza e/o di aver pubblicato alcuni post antisionisti sui social network. Anche in questo caso è un po’ poco, ma sufficiente per un cherry-picking funzionale a una pericolosa propaganda.
E la PCPA? Ci arriviamo, perché nel frattempo l’IDF ha diffuso altri due documenti che dimostrerebbero il legame tra l’operazione umanitaria e Hamas.
Gli altri documenti
Il Ministero degli Affari Esteri, quindi, il 30 settembre ha pubblicato altri due documenti rinvenuti “nella Striscia di Gaza” (dove? Quando?). Il primo (eccoci) sarebbe una “lettera del 2021 firmata dal capo dell’ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, che chiede direttamente ed esplicitamente l’unità al presidente del PCPA” Abu Fadi, per nuovi sforzi congiunti con la promessa di “nuove elezioni del Consiglio legislativo e del Consiglio nazionale palestinese”.
Concesso il dubbio che possa trattarsi di una riproduzione in buona fede, la lettera si presenza senza intestazione ufficiale, dunque come un semplice testo su sfondo bianco, con font Calibri.
Il secondo documento riguarda sempre la Conferenza popolare per i palestinesi all’estero (PCPA) e, a questo giro, è una tabella con sette nomi, un “elenco di agenti della PCPA trovato in un avamposto di Hamas nella Striscia di Gaza.
EXPOSED: Official Hamas documents found in the Gaza Strip – now revealed for the first time – prove Hamas’ direct involvement in the funding and execution of the “Sumud” flotilla to Gaza
Hamas documents that were discovered in the Gaza Strip, and are being revealed for the first… pic.twitter.com/arcbcqh2Kx
— Israel Foreign Ministry (@IsraelMFA) September 30, 2025
Secondo una nota pubblicata dall’IDF su X il 30 settembre (che incorporiamo), va posta attenzione sul nome di Abu Kashk, “amministratore delegato di Cyber Neptune” che Israele indica come “società di facciata spagnola” nonché “proprietaria di decine di navi che partecipano alla flottiglia ‘Sumud'”. Anche in questo caso, che Israele liquida come la prova che “queste navi sono segretamente di proprietà di Hamas”, non vengono forniti ulteriori dettagli. Da settimane le testate e le personalità politiche che dissentono dalla missione umanitaria parlano di finanziamenti di cui, però, nemmeno l’IDF dimostra l’esistenza. Ma ora, seriamente, chi c’è dietro la Global Sumud Flotilla? E chi la finanzia?
Chi c’è dietro la Global Sumud Flotilla?
Non daremo risposte laconiche come fece Fabio Savi quando tutta Italia si chiedeva cosa ci fosse dietro la Uno Bianca: “Niente: solo il paraurti, la targa e i fanali”, disse. Dietro la Global Sumud Flotilla ci sono quattro iniziative umanitarie.
La Freedom Flotilla Coalition, in primo luogo, poi la Global movement to Gaza che prima portava il nome della già citata Global march to Gaza (quella del convoglio Sumud di Yahia Sarri, per intenderci). Inoltre ci sono le iniziative Maghreb Sumud Flotilla e la Sumud Nusantara.
I membri del direttivo sul sito ufficiale si definiscono “indipendenti, internazionali e non affiliati ad alcun governo o partito politico. La nostra fedeltà è alla giustizia, alla libertà e alla sacralità della vita umana”.
Chi finanzia la Flotilla?
“Hamas” direbbe l’IDF e chi segue la propaganda di Israele. In verità a finanziare l’operazione sono donazioni spontanee che vengono versate sulla piattaforma Chuffed, specializzata in raccolte fondi per il sociale.
Conclusioni
Il 30 settembre Ansa ha raccolto la replica di Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, in merito ai documenti oggi in analisi:
I fogli mostrati da Israele non provano né il finanziamento né il controllo di Hamas sulla Global Sumud Flotilla. Ripetono, piuttosto, un preoccupante schema già visto nel 2010 con la Mavi Marmara. Siamo una missione civile e umanitaria, sotto gli occhi dell’Europa e del mondo.
Quindi:
Chiediamo che gli atti vengano consegnati integralmente a organismi indipendenti: finché non accade, è propaganda, non prova.
Ma non ci limiteremo a concludere questo approfondimento con un virgolettato di Delia. Nei tre documenti che dimostrerebbero il legame tra la GSF e Hamas, nei fatti, ci sono tanti nomi, una lettera e non una pistola fumante. Il risultato è nel lavoro dei quotidiani che abbiamo citato, ma anche nelle parole delle personalità che dovrebbero rappresentare un popolo: un passaparola passivo che pone in essere la delegittimazione di una disobbedienza civile e pacifica, certamente politicamente orientata (nemmeno un* attivista ha negato il proprio orientamento nel merito della situazione in Medio Oriente) che si consuma nel trasporto di viveri e medicinali.
Se c’è bisogno di una propaganda diffusa senza carta intestata per fermare un’operazione umanitaria – peraltro parliamo di documenti diffusi da una Repubblica Parlamentare che però si comporta da regime totalitario – a quanto pare alcune redazioni dovrebbero rivedere il Codice Deontologico che hanno approvato. È stato aggiornato il 1° giugno 2025 ed è disponibile online per una consultazione libera e gratuita.
Fonti
- G. Esperti (9 ott 2023). Che cos’è Hamas?. Wired.
- G. Sorrentino (12 sett 2025). Dagli jihadisti a Hamas. Ecco il report riservato sulla rete del terrore dietro la Flotilla. Il Tempo.
- D. Lucisano (1 ott 2025). Le 6 bugie che governo italiano e media hanno detto sulla Global Sumud Flotilla. L’indipendente.
- Ministry of Foreign Affairs (30 sett 2025). Official Hamas documents prove Hamas’s direct involvement in the Gaza flotilla. Gov.Il.
- Redazione (12 giu 2025). Global March to Gaza: migliaia di persone in marcia nel Convoglio Sumud dalla Tunisia e da molti altri Paesi del mondo. InfoAut.
- D. Krause (27 ott 2023). The importance of understanding the differences between Hamas, IS and al-Qaeda. Danish Institute for International Studies.
- M. Giorgio (16 giu 2017). Gaza, dieci anni di governo Hamas. Il Manifesto (via ARCS).
- Redazione (30 set 2025). Flotilla, legami con Hamas? solo propaganda. Ansa.
- D. Principe (29 ago 2025). Global Sumud Flotilla, la flotta internazionale che vuole portare aiuti umanitari a Gaza, si prepara a salpare. Wired.
- M. Ricci Sargentini (26 set 2025). Cos’è la Global Sumud Flotilla, chi partecipa e chi la finanzia?. Corriere della Sera.



